Canone Rai, cosa è successo a chi non ha pagato? “Attenzione”

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    A poche settimane di distanza dall’ufficializzazione da parte dell’esecutivo in merito ad un “ritorno al passato” per quanto riguarda il Canone Rai, le voci su possibili aumenti hanno iniziato a circolare sul web. Questo perchè si tratta di un’imposta mai totalmente “digerita” da parte dei cittadini, che quasi tutti sono tenuti a pagarla. Il Canone Rai, chiamato più propriamente tassa televisiva infatti diventa obbligatorio semlicemente se si possiede un apparecchio televisivo, mentre risulta ancora non obbligatorio se si seguono i programmi televisivi attraverso altri strumenti che non prevedono l’antenna (come ad esempio lo streaming online).

    Tassa televisiva

    La fatturazione attuale del canone Rai risulta dilazionata, ossia rateizzata in 10 rate da 9 euro l’una, una per ogni mese, ed è associata alla fatturazione dell’energia elettrica. Questa metodologia risale al 2016 quando l’allora Premier Matteo Renzi decise di aumentare le entrate per favorire il finanziamento del servizio pubblico (garantendo anche un’entrata cospicua per le casse dello stato) portando di fatto il canone ad essere maggiormente saldato rispetto al passato. Dal 2023 tuttavia, per adattarsi ai contesti analoghi evidenziati dalla Comunità Europea, il canone ritornerà ad essere scorporato e pagato separatamente, anche se non è ancora chiaro se ciò comporterà nuovi aumenti oppure nuove metodologie per rendere l’imposta televisiva meno “indigesta”.

    Canone Rai, cosa è successo a chi non ha pagato? “Attenzione”

    In molti infatti continuano a non saldare il canone Rai, semplicemente decidendo di pagare la fatturazione della luce in modo separato dal caratteristico bollettino fornto dall’azienda elettrica. Ma cosa succede se non si paga? Trattandosi di un’imposta è prevista prima di tutto una multa dall’importo variabile che può arrivare fino a 6 volte l’importo annuo, da 180 a 540 euro, oltre a dover saldare l’importo non pagato. Se non si paga, l’agenzia che fornisce l’elettricità ravvisa l’Agenzia delle Entrate e viene fornito un sollecito di pagamento con la possibilità di difendersi presentando prove contrarie attestanti il mancato possesso del televisore o simili.

    Dopodiche in caso di mancato pagamento viene aperto un fascicolo da parte dell’Agenzia Entrate Riscossione debiti, che porta anche al pignoramento dei beni.

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