Se trovi la moneta di Vittorio Emanuele III sei ricco: ecco il valore

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    10 lire aratrice

    Esiste una moneta del fu monarca d’Italia Vittorio Emanuele III che può rendere ricco il suo possessore. Le monete italiane portavano in effigie il volto del Re nel periodo in cui l’Italia è stata una monarchia, dal 1860 al 1946. È chiaro che alcune delle monete del Regno d’Italia siano diventate dei cimeli, alcune più delle altre.

    La moneta di cui stiamo parlando è sicuramente una delle leggende del collezionismo numismatico nazionale. Può fare la fortuna del suo possessore perché in essa si assommano tutte le caratteristiche del vero pezzo introvabile: tiratura limitata, caratteristiche della moneta, storia e leggende che l’accompagnano. Scopriamo insieme di quale moneta stiamo parlando.

    La moneta di Vittorio Emanuele III che vale una fortuna

    La 10 Lire Aratrice è davvero un pezzo di storia – quasi scomparso – della numismatica italiana. Come è possibile immaginare, aveva valore nominale di 10 Lire nel momento in cui venne coniata. E cioè una prima volta nel 1912, e poi successivamente nel 1926 e nel 1927. Parliamo del periodo in cui regnava Vittorio Emanuele III di Savoia, che di fatti compare con il proprio profilo su di uno dei versi della moneta.

    Sull’altro lato insiste invece la figura di una contadina con una spiga in una mano e un aratro nell’altra. Una chiara allegoria dell’Italia contadina sulla quale si basava l’economia dell’epoca. È chiaramente questa figura a dare il nome alla moneta, o almeno a come viene comunemente chiamata tra gli appassionati. Coniata in 6.865 esemplari totali nei tre anni di produzione, è anche fatta di un metallo particolarmente prezioso, l’Oro 900‰.

    Altri segni distintivi della moneta sono le scritte “Regno d’Italia” e “LIRE 10” ai lati della figura femminile, nonché il segno di distinzione della zecca e una stella a cinque punte ai lati dell’anno di conio, sotto i piedi della donna, in esergo. Sull’altro verso ci sono anche il nome del monarca e il nodo di casa Savoia, incastonato in un piccolo rettangolo.

    Quanto vale la 10 Lire Aratrice?

    Il valore della 10 Lire Aratrice è enorme. Gli esemplari del 1926 e del 1927 vennero coniati in numero ristretto (40 e 30) rispettivamente, già col pensiero di essere destinate ai soli collezionisti. Il loro valore in stato di conservazione Fior di Conio va dai 15mila ai 20 mila euro.

    Tutte le altre monete sono del 1912 e sono circa 6.800, in oro rosso. In FdC si attestano ad un valore vicino ai 10mila euro. La moneta è talmente rara che anche le sue versioni circolate – generalmente molto più “povere” – hanno un valore compreso tra i 3mila e i 5mila euro a seconda dello stato d’usura e di conservazione.

    10 lire aratrice