Bancomat, ecco l’annuncio che tutti aspettavano: cambia tutto

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    Bancomat truffe

    L’importanza del servizio Bancomat nel nostro paese è tale che a distanza di quasi quarant’anni dalla prima applicazione. L’esordio del Bancomat inteso come tecnologia applicata al contesto finanzario risale infatti agli anni 80 dello scorso secolo, quindi un’epoca non così “antica” ma tecnologicamente estremamente agli albori: se esistevano già i bonifici bancari, il Bancomat, rappresentato da un consorzio omonimo ha iniziato a mettere a disposizione delle tessere adibite ai prelievi di denaro e successivamente anche per i pagamenti telematici, attraverso i terminali POS.

    Meno cash

    Tuttavia anche un servizio così diffuso, che ha contribuito in maniera decisiva alla diffusione della moneta elettronica, è “costretto” a cambiare: con il minore dispiegamento di contanti infatti se il circuito Bancomat risulta essere avvantaggiato perchè ancora molto diffuso, la funzione “fisica”, ossia relativa ai terminali POS per il prelievo risulta meno utile rispetto al passato. Sempre meno sportelli infatti sono lasciati attivi nel nostro paese, ed alla base di questa dinamica esiste un fattore molto semplice, quello economico: per le banche infatti tenere operativi questi strumenti rappresenta un’investimento che non è più conveniente in molti casi, in quanto la gente ha meno bisogno dei servizi legati ai terminali (come la consultazione dell’estratto conto, del saldo, della possibilità di fare bonifici), che oramai sono adibiti perlopiù all’erogazione di contanti.

    Bancomat, ecco l’annuncio che tutti aspettavano: cambia tutto

    Cosa cambierà? Alcune banche come quelle del gruppo ING hanno già provveduto a dismettere i propri ATM ed in generale ad oggi risultano essere attivi meno ATM rispetto al passato. Se per qualche anno questo non dovrebbe rappresentare un problema così importante, è la tematica legata ai costi di prelievo a “tenere banco” in quanto, com’è noto, l’azione di prelievo se effettuata presso una banca che “non è la nostra” porta al pagamento di una tariffa aggiuntiva, che potrebbe concretamente subire dei rincari in futuro.

    E’ stata la stessa Bancomat SPA a chiedere a gran voce di rivalutare le commissioni interbancarie.

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