Bancomat, non si potranno più fare prelievi: cosa sta succedendo?

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    Bancomat truffe

    Il nostro paese sembra essere maggiormente “restio” ad adattarsi alle novità, sopratutto se queste vanno a modificare le abitudini più radicate, e quelle che coinvolgono tutti. Il denaro rappresenta sicuramente un contesto di questo tipo, che due decadi or sono è stato influenzato pesantemente con l’arrivo dell’euro, attraverso un processo che ha portato la valuta unica a cambiare il volto dell’economia del vecchio continente. Ma il denaro “muta” anche sotto altri punti di vista, e anche tecnologie estremamente diffuse come il Bancomat sono destinate ad evolversi.

    Il nome di Bancomat infatti è legato molto profondamente al concetto stesso di moneta elettronica nel nostro paese, al punto che il termine stesso viene utilizzato in senso generico per definire qualsiasi operazione telematica come il pagamento di beni e servizi attraverso una carta di pagamento. Bancomat infatti, che fa parte di un consorzio che mette a disposizione una sequela di servizi decisamente diversificati, ha iniziato a diffondersi a partire dagli anni 80, dapprima mettendo a disposizione dei correntisti la possibilità di prelevare denaro con una tessera magnetica, e poi di utilizzare la medesima per pagare.

    Bancomat, non si potranno più fare prelievi: cosa sta succedendo?

    Tuttavia, seppur diffuso, il Bancomat inteso come “fonte di prelievo” è destinato a diventare parte del passato, non perchè “non funziona più”, quanto piuttosto per motivazioni legate al contesto attuale, che non prevede un utilizzo così cospicuo di contanti, anzi, il denaro liquido viene sempre di più limitato dai governi. Sopratutto per questa minore necessità di avere a disposizione contante le banche stanno da tempo iniziando a dismettere molti sportelli ATM.

    Addirittura alcuni istituti bancari nascono nativamente senza filiali e quindi senza terminali, mentre altri hanno già provveduto a rimuovere ogni forma di ufficio “fisico” nel paese, come ha scelto di fare il gruppo ING (di cui fa parte Conto Arancio). Se i titolari di questi istituti di credito potranno comunque continuare ad usufruire dei prelievi presso altri ATM, emerge il problema legato alle commissioni sui prelievi che sicuramente sarà portato ad essere modificato con dei rincari.

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