Nuovo BTP Italia, ecco quanto rende: “da non credere”

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    BTP Italia

    Le fasi di crisi economica costituiscono un fattore di assoluta urgenza ed importanza per gli stati, che sono costretti a sviluppare misure di austerity in diversi settori: questo termine definisce una serie di ristrettezze economiche dovute ad esempio alla condizione della scarsa reperibilità delle risorse ma anche ad una questioone politica. Insomma, il contesto degli investimenti diventa sempre più importante anche per i comuni cittadini che inevitabilmente vedono i propri risparmi perdere potere d’acquisto. Ecco perchè ritorna in voga il tema legato ai BTP, una forma di investimento che esiste da molti anni ma che nel corso del tempo è stata aggiornata ed ampliata.

    Obbligazioni di stato

    I BTP sono sostanzialmente delle obbligazioni sviluppate dallo stato e gestite dal Ministero dell’Economia e Finanze, una forma di titoli di Stato a medio-lungo termine concepiti su varie scadenze (da 18 mesi a 3, 5, 7, 10, 15, 20, 30 e 50 anni i “formati” più comuni). Un po’ come delle azioni in tutto e per tutto, ma più “stabili”, essendo gestiti dallo Stato Italiano e che possono garantire un guadagno nel corso del tempo. Ovviamente, maggiore è la scadenza di un BTP, e maggiore è il “rischio” di una percentuale di reddito.

    Queste obbligazioni pagano una cedola semestrale fissa posticipata, determinata prima dell’emissione, acquistabili due volte al mese presso le varie banche “convenzionate” con la Banca d’Italia ma anche attraverso un qualsiasi ufficio Postale. Oltre che attraverso questo sistema è possibile acquistare e vendere i BTP sul mercato secondario.

    Nuovo BTP Italia, ecco quanto rende: “da non credere”

    Il BTP Italia più recente è costituito da una foorma di obbligazione che sembra vantaggiosa per un’ampia platea di cittadini, avendo una scadenza di 8 anni e potendo contare su un “profitto” pari a 1,60 % minimo ogni anno. Inoltre è presente un premio fedeltà complessivo pari all’1% del capitale investito oltre ad ottenere un ulteriore un premio finale pari allo 0,6% del capitale nominale sottoscritto non rivalutato.

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