Quanto valgono questi 2 euro con l’aquila? “Non ci crederai”

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    2 euro 2002

    Una moneta da 2 Euro con l’aquila che può valere così tanto più delle altre? Oggi analizziamo uno specifico esempio di 2 Euro con errore di conio che “arriva” dalla Germania. Come spesso accade, questa moneta non è un errore di conio ufficialmente riconosciuto. Come, ad esempio, quella del 2008 prodotta dalla Germania con i confini dell’UE non aggiornati dopo l’ampliamento del 2007.

    Si tratta di una di quelle particolarissime monete che potremmo definire “uniche”, e che andrebbe anche analizzata per bene dal vivo per capire se la sua particolarità è reale e se merita la valutazione richiesta per l’acquisto. Al di là di questo, la curiosità che sta suscitando e la possibilità che ve ne siano altri esemplari in giro vale la pena, per appassionati e non, di approfondire il discorso.

    2 euro con l’Aquila: di che moneta parliamo?

    La moneta è una versione rara dei 2 Euro della Germania, coniati nel 2002, e ad un primo sguardo priva di qualsiasi forma di particolarità. Il suo valore nominale e i confini dell’Unione Europea figurano regolarmente sul dritto, completati dalle 12 stelle dedicati ai paesi fondatori dell’UE e collegate da strisce verticali. Sul verso campeggia in bello stile l’Aquila, simbolo della repubblica federale tedesca, scelto per la moneta.

    La sua unicità risiede quindi in un piccolo e curioso errore di conio che, di fatto, “spersonalizza” la moneta. In basso a destra rispetto all’Aquila non figura il simbolo della zecca responsabile della produzione. In Germania ce ne sono cinque, rappresentate dalle lettere A, D, F, G, e J, appartenenti alle città di Berlino, Monaco, Stoccarda, Karlsruhe e Amburgo. Non è possibile sapere se la moneta sia frutto di una “prova” sfuggita ad una di esse, oppure un vero e proprio errore di conio in cui è saltata l’incisione del monogramma.

    Non crederai a quanto valgono!

    Sembra abbastanza incredibile che una moneta da 2 Euro possa valere la bellezza di 19.500€, che è la cifra che chiede il venditore per questa moneta che viene dichiarata unica dal suo proprietario. Se lo fosse davvero, il valore potrebbe anche essere giustificato. In realtà, in questi casi, il valore di un errore di conio viene di fatto determinato dalla cifra di acquisto della moneta stessa.

    Se l’asta in cui il venditore chiede 19.500 euro non si chiuderà mai, sarà perché il mercato ritiene quella moneta di valore inferiore. Questo è il motivo per cui si consiglia ai proprietari di oggetti unici di affidarsi alla perizia di un esperto e di mettere in vendita tali cose presso le case d’aste specializzate. Internet rappresenta sicuramente l’opportunità di arrivare ad un pubblico enorme, ma anche quella di trovarsi di fronte persone poco qualificate.

    Che se da un lato, ingenuamente, possono “cadere” in qualche tranello, dall’altro non spenderanno mai cifre elevate per un oggetto che non possono vedere e verificare dal vivo nelle sue caratteristiche. Per una moneta non conta poi solo l’errore di conio, ma anche il suo stato di conservazione e una certa “riconoscibilità” da parte del pubblico. Cioè che la moneta sia conosciuta come esistente e, anche soltanto nei circuiti del collezionismo – circolante.

    2 euro 2002