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libretto postale

Il “ceto medio” è quello che idealmente risulta essere predominante numeri alla mano, e anche se questa definizione è quantomeno variabile, ma solitamente definisce una condizione economica che permette di “mettere soldi da parte” sia per le emergenze ma anche per poter adempiere a qualche attività non legata al fabbisogno principale. Il risparmio è un concetto molto variabile ma diffuso, e ciò è dimostrato dalla presenza di numerosi strumenti di risparmio come i libretti postali, che costituiscono un’importante tipologia di strumento di questo tipo. Il libretto postale fa parte del risparmio postale, una tipologia di strumenti estremamente diffusi ma anche potenzialmente remunerativi.

Strumento di risparmio postale

Anche nel 21° secolo idealmente il libretto postale viene percepito come un vero e proprio oggetto fisico dove sono riportati i movimenti dei nostri risparmi che possono essere aggiunti o detratti dal titolare, semplicemente recandosi in un qualsiasi ufficio postale. Il libretto postale è così diffuso anche perchè associato ad un concetto di strumento di facile utilizzo a costo molto limitato in quanto pur essendo dotato di IBAN per la ricezione di bonifici (e quindi anche compatibile per la ricezione di stipendi e pensione), non ha costi veri e propri di gestione.

Ancora oggi esistono i libretti “fisici” ma è sempre più diffusa la variante Smart in tutto e per tutto simile ad un conto moderno, che fa largo uso dell’app Banco Posta, non avendo una forma fisica.

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I libretti storici, quelli più antichi, hanno un valore collezionistico importante, ma bisogna trovare quelli più datati, dell’ultima parte del 19° secolo per ottenere una valutazione interessante. Più realisticamente è possibile ottenere un “guadagno” semplicemente “puntando” ai libretti postali che nel corso degli anni sono stati chiusi per inattività, dopo essere stati percepiti come “dormienti”, ossia inattivi per almeno 10 anni. Poste Italiane chiude questi libretti in maniera definitiva e gli importi vengono spostati su un fondo CONSAP, dal quale è comunque possibile ottenere nuovo accesso, presentando una richiesta scritta.

I libretti “chiusi” sono riscontrabili presso questo indirizzo.

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