Tassa di successione: ecco le franchigie aggiornate e come risparmiare

Tassa di successione: ecco le franchigie aggiornate e come risparmiare
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Tassa di successione: ecco le franchigie aggiornate e come risparmiare

Luca Morandi30 Marzo 20264 min lettura

La tassa di successione è un tributo che colpisce il patrimonio ereditato e varia in base al valore dell’asse ereditario. Nel 2023, le franchigie aggiornate permettono di risparmiare su questa imposta, rendendo fondamentale conoscere i dettagli per ottimizzare il proprio patrimonio. Questo articolo offre una panoramica sulle franchigie attuali e strategie efficaci per ridurre l’importo della tassa.

Quali sono le franchigie sulla tassa di successione nel 2023?

Le franchigie per la tassa di successione nel 2023 sono state confermate con la legge di bilancio. Per i parenti più stretti, cioè coniugi e figli, la franchigia è di 1 milione di euro ciascuno. Se l’eredità per ciascun beneficiario resta sotto questa soglia, non si versa alcuna imposta sulle successioni.

Per i fratelli e le sorelle, la franchigia è fissata a 100.000 euro. Per altri parenti fino al quarto grado e affini, invece, non è prevista alcuna franchigia: l’imposta si applica sul valore ereditato, senza soglie di esenzione.

Se la persona con disabilità grave eredita, la franchigia sale a 1,5 milioni di euro. Questo limite agevolato si applica anche se il disabile è fratello, sorella o altro parente.

Come si calcola la tassa di successione in base alle franchigie?

Il calcolo della tassa di successione parte dal valore complessivo dell’asse ereditario, cioè la somma di tutti i beni e diritti trasmessi agli eredi, al netto dei debiti e delle passività deducibili.

Ogni beneficiario ha diritto alla propria franchigia. Ad esempio, se un figlio eredita 900.000 euro, non paga nulla. Se eredita 1.200.000 euro, paga l’imposta solo sui 200.000 euro che eccedono la franchigia.

Le aliquote variano a seconda del grado di parentela:

  • 4% per coniuge e figli
  • 6% per fratelli, sorelle e altri parenti fino al quarto grado
  • 8% per altri soggetti

Il tributo si applica solo sulla parte che supera la franchigia. Così, puoi stimare rapidamente l’importo dovuto, evitando sorprese in fase di dichiarazione di successione.

Quali strategie utilizzare per risparmiare sulla tassa di successione?

Molti cercano metodi legali per risparmiare sulla tassa di successione. Un primo consiglio è valutare se effettuare donazioni in vita: le donazioni godono delle stesse franchigie delle successioni, ma possono essere gestite gradualmente.

Il frazionamento dell’eredità tra più beneficiari permette di sfruttare più franchigie. Se hai due figli e un coniuge, dividere l’asse ereditario tra loro riduce la quota tassabile per ciascuno.

Un’altra strategia riguarda le polizze vita: il capitale liquidato in caso di decesso è escluso dall’asse ereditario e non viene colpito dal tributo ereditario.

Se in famiglia c’è una persona con disabilità grave, ricorda che la franchigia maggiorata di 1,5 milioni può essere determinante per risparmiare sull’imposta.

Esenzioni e casi particolari sulla tassa di successione: cosa sapere

Alcuni beni sono esclusi dalla tassa di successione. Ad esempio, titoli di Stato, Buoni del Tesoro, CCT, BTP e altri titoli pubblici italiani non vengono tassati, a prescindere dal loro valore.

Le aziende familiari trasmesse in successione possono beneficiare di importanti esenzioni. Se l’erede prosegue effettivamente l’attività per almeno cinque anni, l’imposta sulle successioni non è dovuta sull’azienda, secondo la normativa vigente.

Per quanto riguarda i conti correnti, spesso le somme di modesta entità non sono oggetto di imposizione, ma se il saldo supera determinate soglie, entra nel calcolo del tributo.

Attenzione: eventuali donazioni fatte negli ultimi cinque anni devono essere sommate all’asse ereditario ai fini del calcolo della franchigia disponibile.

La tassa di successione per i beni immobili: regole e vantaggi

Il trasferimento di immobili tramite successione segue regole specifiche. Oltre all’imposta sulle successioni, si applicano l’imposta catastale e ipotecaria, rispettivamente al 2% e all’1% del valore catastale dell’immobile.

Se erediti la prima casa e possiedi i requisiti per le agevolazioni, le imposte ipotecaria e catastale sono fisse a 200 euro ciascuna, indipendentemente dal valore dell’immobile.

Un vantaggio importante: il valore su cui si calcola la tassa di successione per gli immobili non è quello di mercato ma quello catastale, di solito molto più basso. Questo permette di ridurre l’imponibile e, quindi, l’imposta dovuta.

Nei casi di comproprietà, la quota di ciascun erede beneficia della propria franchigia. Dividere la proprietà tra più persone può ridurre o azzerare l’imposta sulle successioni, soprattutto se si tratta di parenti stretti.

In sintesi

Comprendere le franchigie tassa di successione 2023 e le regole sulle esenzioni consente di pianificare con attenzione il passaggio generazionale. Conoscere il calcolo della tassa di successione e adottare strategie mirate ti permette di risparmiare e tutelare il patrimonio di famiglia.

Luca Morandi

Consulente Finanziario Indipendente, Educatore Finanziario

Consulente Finanziario Autonomo iscritto all'Albo OCF (Organismo di vigilanza e tenuta dell'albo unico dei Consulenti Finanziari). Da oltre 10 anni aiuta famiglie e risparmiatori a pianificare i propri investimenti in modo consapevole, senza conflitti di interesse. Tiene corsi di educazione finanziaria nelle scuole superiori e collabora con associazioni di consumatori.

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