Warning: mysqli_num_fields() expects parameter 1 to be mysqli_result, boolean given in /home/www/talkymedia.it/wp-includes/wp-db.php on line 3091
Harry Styles nella prossima copertina di Rolling Stone

Home » Musica Internazionale » Artisti Internazionali » Harry Styles nella prossima copertina di Rolling Stone (gallery e intervista)

La giovane star che ha da poco debuttato nella sua carriera da solista, Harry Styles, sarà protagonista della prossima copertina di Rolling Stone 

Harry Styles, ex membro degli One Direction, ha iniziato la sua carriera da solista col singolo “Sign of the times“. Il suo primo album prende il suo nome e sarà pubblicato il 12 maggio e promette veramente bene: Harry ha presentato il singolo e un altro brano, Ever since New York, live al Saturday Night Live lo scorso sabato, oltre ad essersi cimentato in due scenette comiche, guadagnando ampi consensi da fan e non.

Nel prossimo numero di Rolling Stone Magazine, la copertina porterà proprio la sua faccia. Ecco l’anteprima:Harry Styles

Ecco acluni estratti dell’intervista:

“I didn’t want to write ‘stories,’ I wanted to write my stories, things that happened to me. The number-one thing was I wanted to be honest. I hadn’t done that before.”

[Sulla sua carriera e musica] Non volevo scrivere ”storie”, volevo scrivere le mie storie, cose che son successe a me. La prima cosa che volevo era essere onesto. Non l’ho mai fatto prima.

“I wanted to step up. There were songs I wanted to write and record, and not just have it be ‘Here’s a demo I wrote.’ Every decision I’ve made since I was 16 was made in a democracy. I felt like it was time to make a decision about the future  …  and maybe I shouldn’t rely on others.”

Volevo farmi avanti. C’erano canzoni che volevo scrivere e incidere, e non potevano essere quella canzoni che “Ecco una demo che ho scritto”. Ogni decisione che ho preso fin da quando avevo 16 anni, è stata presa in democrazia. Ho sentito come se fosse tempo di fare decisioni sul mio futuro… E magari non dovevo affidarmi agli altri.

“With an artist like Prince,” he says, “all you wanted to do was know more. And that mystery – it’s why those people are so magical! Like, fuck, I don’t know what Prince eats for breakfast. That mystery  …  it’s just what I like.”

[Sul fatto che si sappia poco della sua vita] Con un’artista come Prince, tutto quello che volevi era saperne di più. E quel mistero – ecco perché queste persone sono così magiche! Per esempio, cazzo, non so cosa Prince mangia a colazione. Quel mistero… è quello che piace a me.

“More than ‘do you keep a mystery alive?’ – it’s not that. I like to separate my personal life and work. It helps, I think, for me to compartmentalize. It’s not about trying to make my career longer, like I’m trying to be this ‘mysterious character,’ because I’m not. When I go home, I feel like the same person I was at school. You can’t expect to keep that if you show everything. There’s the work and the personal stuff, and going between the two is my favorite shit. It’s amazing to me.”

[Sempre su di sé e la sua vita privata/lavorativa] Non è come dire “Lasci che il mistero sia vivo?”. Mi piace separare vita privata e lavoritiva. Aiuta, credo, a compartimentalizzare. Non si tratta di provare ad allungare la mia carriera, come se stessi provando a essere questo ”personaggio misterioso”, perché non lo sono. Quando torno a casa, mi sento come la persona che ero quando andavo a scuola. Non puoi pensare di nasconderla se poi mostri tutto. C’è il lavoro e c’è la vita privata, e altalenare tra le due è la mia parte preferita. E’ affascinante per me.

“Most of the stuff that hurts me about what’s going on at the moment is not politics, it’s fundamentals,” Styles says. “Equal rights. For everyone, all races, sexes, everything. …  ’Sign of the Times’ came from ‘This isn’t the first time we’ve been in a hard time, and it’s not going to be the last time.’ The song is written from a point of view as if a mother was giving birth to a child and there’s a complication. The mother is told, ‘The child is fine, but you’re not going to make it.’ The mother has five minutes to tell the child, ‘Go forth and conquer.’

[Sul significato di Sign of the times] La cosa che mi fa più male sul presente non è la politica, sono i diritti fondamentali. La parità di diritti, per tutti: razze, sesso, tutto. Sign of the times nasce dal pensero che non è la prima volte che stiamo passando un periodo difficile, e non sarà l’ultima. La canzone è scritta dal punto di vista di una madre che dà vita a un figlio, e poi ci sono complicazioni. Alla madre dicono “Il bambino sta bene, ma tu non ce la farai”. La madre ha 5 minuti per dire al figlio “Vai avanti e conquista”

“Of course I’m nervous,” I mean, I’ve never done this before. I don’t know what the fuck I’m doing. I’m happy I found this band and these musicians, where you can be vulnerable enough to put yourself out there. I’m still learning …  but it’s my favorite lesson.”

[Sulla sua carriera da solista] Certo, sono nervoso. Voglio dire, non l’ho mai fatto prima. Non so che cazzo sto facendo. Sono felice di aver trovato questa band e questi musicisti, in cui puoi essere abbastanza vulnerabile da affidarti a loro. Sto ancora imparando, ma è la mia lezione preferita.

“People romanticize places they can’t get to themselves,” he says. “That’s why it’s fascinating when people go dark – when Van Gogh cuts off his ear. You romanticize those people, sometimes out of proportion. It’s the same with music. You want a piece of that darkness, to feel their pain but also to step back into your own [safer] life. I can’t say I had that. I had a really nice upbringing. I feel very lucky. I had a great family and always felt loved. There’s nothing worse than an inauthentic tortured person. 

[Sul perché non accetterà il ruolo di super star depressa/sofferente] Le persone sognano sui posti in cui non possono andare. Ecco perché è affascinante quando le persone cadono nel buio – quando Van Ghog si tagliò l’orecchio ad esempio. Sogni su queste persone, a volte sbagliando le proporzioni. Con la musica è lo stesso. Vuoi un pezzo di quel buio, sentire dolore ma anche sapere che puoi tornare alla tua vita (più sicura). Non posso dire che questo sia successo a me. Io ho avuto una splendida infanzia, mi sento molto fortunato. Ho avuto una splendida famiglia e mi sono sentito amato. Non c’è niente di peggio che una persona non autentica.

“When I see photos from that day,” he says, “I think: Relationships are hard, at any age. And adding in that you don’t really understand exactly how it works when you’re 18, trying to navigate all that stuff didn’t make it easier. I mean, you’re a little bit awkward to begin with. You’re on a date with someone you really like. It should be that simple, right? It was a learning experience for sure. But at the heart of it – I just wanted it to be a normal date.”

[Sulle foto del 2012 di lui al primo appuntamento con T. Swift] Quando vedo foto di me di quel giorno, penso: le storie sono difficili, a ogni età. E a 18 anni non sei veramente in grado di capire cosa sta succedendo, cercare di navigae in quella roba non aiuta. Voglio dire, sei un po’ strano. Sei ad un appuntamento con qualcuno che ti piace sul serio. Dovrebbe essere semplice, no? Era di sicuro una lezione da imparare. Ma alla fine dei conti – volevo solo avere un appuntamento normale.

Infine, dall’intervista, qualche verso tratto dai brani dell’album:

Andpromises are broken like a stitch is … I got splinters in my knuckles crawling ‘cross the floor/Couldn’t take you home to mother in a skirt that short/But I think that’s what I like about it … I see you gave him my old T-shirt, more of what was once mine … 

Ecco inoltre la gallery dal sito di Rolling Stone A PAGINA 2


Commenta su Facebook!

Marina Meloni

24 anni, Sardegna, studentessa di lingue e letterature straniere.
Appassionata di musica, retorica, serie TV, lingue.

View all posts