Bancomat, sta cambiando tutto: ecco cosa sta succedendo

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    Bancomat

    Il termine Bancomat è da molti anni viene utilizzato in modo generico e semplificatorio per definire diverse azioni legate al mondo dei pagamenti elettronici, infatti  spesso viene utilizzato per definire l’operazione di prelievo (vado a fare un Bancomat) oppure in maniera generica anche per definire il pagamento elettronico tramite POS. Dall’inizio del secolo corrente il denaro elettronico appare sempre più diffuso e diversificato, grazie sopratutto ad una maggiore “accettazione” da parte dei cittadini, e sopratutto da parte dei governi.

    Bancomat, sta cambiando tutto: ecco cosa sta succedendo

    Gli stati europei hanno da tempo avviato un’opera di rivoluzione che limita sempre di più l’utilizzo del contante per le operazioni cospicue (essendo il denaro liquido il veicolo ideale per chi non vuole “far notare” le transazioni monetarie, ad esempio nell’ottica di evadere il fisco. Ecco perchè se i bonifici ed in generale le operazioni telematiche sono incentivate e non presentano limitazioni, essendo naturalmente tracciabili, il contante viene limitato e “disincentivato” non nel possesso ma nell’utilizzo. In questo contesto Bancomat è sempre molto diffuso come circuito di pagamento ma l’operazione di prelievo è destinata a cambiare come concetto.

    Meno contante ha portato le banche a doversi attrezzare preventivamente per far fronte ai costi, sempre più elevati sopratutto nel “mantenere” attivi le filiali e gli ATM. Parecchi istituti di credito hanno già potenziato i propri servizi legati all’home banking e questo si rifletterà sui costi di commissione dei prelievi proprio perchè i terminali ATM sono destinati a sparire seppur gradualmente.

    La stessa Bancomat SpA ha chiesto di riesaminare il concetto di commissione interbancaria, vale a dire quell’importo che viene “detratto” dal denaro che si preleva presso un ATM che non fa parte della nostra banca. Questo è regolamentato con dei limiti, ma in virtù della situazione, la commissione di cui sopra potrebbe essere sostituita da un’altra determinata dalle banche.

    Non è una buona notizia sopratutto per i piccoli istituti di credito e anche per i titolari che dovranno probabilmente abituarsi a commissioni anche superiori ad 1 euro per ogni prelievo.

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