Busta paga, attenzione alla sezione ferie e permessi: “controlla”

La Busta paga costituisce un’importante forma di documento che è indispensabile per il corretto e tradizionale ordinamento del lavoro del nostro paese, strutturalmente si tratta di una forma di documentazione sviluppata dal datore di lavoro a cadenza regolare, che viene recapitata al dipendente in genere una volta al mese e contiene una lunga serie di informazioni importanti  di vario genere. In quasi tutti i casi rappresenta soprattutto l’avvenuta prestazione lavorativa, in quanto viene consultata per comprendere il salario, ma anche altre dinamiche come la cosiddetta indennità, vale a dire l’intero comparto che prevede la presenza di giorni di lavoro effettuati, gli straordinari, ma anche le ferie ed i permessi. Inevitabilmente molte degli errori, volontari o meno, che possono essere “scoperti” sulla busta paga sono radicati proprio in questa zona della busta paga, che si trova nella parte centrale.

Busta paga, attenzione alla sezione ferie e permessi: “controlla”

La sezione ferie e permessi, che come detto è compresa nella zona centrale è estremamente importante, in quanto viene influenzata sia dalla mansione e dalla posizione del lavoratore ma anche dal periodo.

In generale una busta paga standard deve riportare nella sezione centrale

  • la quantità di ore lavorate e gli straordinari
  • le assenze dal lavoro
  • le ferie e i permessi, come quelli di maternità
  • riposi settimanali

Se non siamo sicuri, basta consultare il proprio CCNL di riferimento oppure il nostro riferimento sindacale. E se sono effettivamente rinvenibili errori, in genere è sufficiente far notare l’errore al proprio datore di lavoro, ma può essere avviata anche una “contestazione” vera e propria, che può essere presentata sotto forma di documento scritto. Qualsiasi dipendente può rivendicare ferie e permessi non correttamente retribuiti per un lasso di tempo minimo di 5 ed uno massimo di 10 anni.

Sono inoltre previste sanzioni che vanno da un minimo di 150 ad un massimo di 1500 euro per il datore di lavoro se non provvede a risolvere eventuali errori.

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