Ecco come diventare ricchi con un terreno abbandonato: la guida

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    terreno abbandonato

    Il concetto di investimento tende sempre a “dividere” i giudizi, perchè in senso generale appare difficile trovare, sopratutto durante i periodi di crisi, situazioni interessanti e “sicure” dove spendere i propri risparmi. L’investimento ideale dovrebbe portare un guadagno costante nel tempo, ma le leggi del mercato sono costantemente influenzate da numerosi fattori, ed anche un’impresa remunerativa può di punto in bianco dimostrarsi non più così vantaggiosa. Anche per questo motivo nel nostro paese sono sempre più frequenti i terreni abbandonati, ossia porzioni di terreno precedentemente adibiti a scopi precisi. Ma è possibile guadagnare da un terreno abbandonato?

    Ecco come diventare ricchi con un terreno abbandonato: la guida

    La risposta è si, anche se dipende molto dalle nostre disponibilità economiche e “concettuali” ma anche dalle possibilità evidenziate dal terreno. Non sono infatti tutti uguali, quindi bisogna concepire qual è la migliore forma di utilizzo. Terreni fuori città, meglio se con una predisposizione agraria possono essere utili per varie forme di allevamento, ad esempio di api da miele, ma anche lumache e lombrichi, animali che risultano indispensabili per diverse nicchie di mercato come quella cosmetica e gastronomica. Ma se il terreno lo permette, è anche possibile coltivare varie forme di vegetali, come lavanda, zafferano, bacche di goji, bambù, ma anche funghi ed erbe medicinali/officinali. In tal senso la figura dell’agronomo è estremamente importante.

    Se il terreno non presenta caratteristiche adatte, è possibile convertirlo per un utilizzo “sportivo”: campi di calcetto, piste da go kart, campi da tennis e padel costituiscono delle forme di investimento che difficilmente subiscono crisi vere e proprie.

    Un terreno può essere utilizzato legalmente anche senza acquistarlo, ad esempio attraverso l’affitto oppure l’usufrutto, ma può essere anche donato o venduto da un proprietario che magari non lo considera più remunerativo.

    Se un territorio non risulta “reclamato” da nessuno, è possibile chiedere al comune di riferimento di utilizzarlo a titolo gratuito, e se dopo un determinato lasso di tempo un precedente proprietario non ne reclama la proprietà (generalmente occorrono da 10 a 20 anni a seconda del tipo di area), il terreno diventa nostro per usucapione.

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