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Le lire italiane hanno costituito la valuta monetaria del nostro paese che in due secoli è ovviamente cambiato moltissimo: le prime tipologie di lira appartengono ad un contesto storico che fa riferimento ad un Italia ancora divisa in vari stati, in quanto il primo ad utilizzare la lira è stato il regno d’Italia del Nord, ossia quello sviluppato durante l’occupazione di Napoleone I. Altri stati del settentrione hanno sviluppato le proprie emissioni fino all’unificazione del Regno d’Italia che è avvenuta nel 1861. Molti “tagli” monetari come la 20 lire hanno accompagnato la lira praticamente per tutta la sua “carriera”, che si è conclusa nel 2002, con l’arrivo definitivo dell’euro. Ma quanto possono valere le 20 lire?

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Le 20 lire fino alla seconda guerra mondiale erano monete dall’elevato valore. spesso coniate in oro, ma con l’istituzione della Repubblica, la 20 lire è divenuta una moneta “normale”, che è stata coniata e diffusa per tutta la seconda metà del 20° secolo.

La più famosa è indiscutibilmente la versione nota come Quercia, per via del ramo che spicca su uno dei lati, mentre l’altro lato è dominato da un profilo femminile. Realizzata in bronzitalche conferisce a queste emissioni un aspetto vagamente dorato (è la stessa lega delle 200 lire), la 20 lire haa mantenuto più o menolo stesso aspetto dagli anni 50 fino al 1999, che è stato anche l’ultimo anno in cui questa emissione è stata prodotta. Le emissioni prodotte dal 1956 fino al 1959 presentano il contorno rigato, dal 1960 al 1967 la zecca non ha prodotto queste monete, mentre la produzione è ricominciata nel 1968 ed è proseguita fino al 1999.

Le più interessanti sono sicuramente le monete di Prova, una su tutti quelle del 1956, riconoscibile per la lettera “P” circondata da un cerchio, situata poco sotto l’anno di coniatura, ossia il 1956, Queste monete se in ottime condizioni valgono fino a 600 euro, se in Fior di Conio il valore può toccare i 1.500 euro.

20 lire