Se trovi questo vecchio francobollo diventi ricco: ecco quanto vale

Cari amici appassionati di numismatica, eccoci ritornati con una nuova incredibile storia da raccontare: quella del francobollo più raro d’Italia. Si tratta del francobollo Ducato di Parma del valore di 80 centesimi, il cui valore, per assurdo, è più elevato se il francobollo ha già circolato. Ma andiamo un attimo ad inquadrarne il periodo storico e la storia; in modo da poter capire come mai ci sembra un po’ contro corrente.

Ducato di Parma 80 cent.

Per conoscere a fondo la storia di questo francobollo, dobbiamo, prima, fare una piccola premessa. Ci troviamo a Parma; ed il 1°Agosto dell’anno 1859, Vittorio Emanuele; insediatosi da poco -dapprima come governatore ed in seguito come dittatore- a seguito della fuggita di Luisa Maria di Borbone, decise di introdurre dei francobolli sardi al posto di quelli parmensi.

Tutto ciò lasciava immaginare, visti i confilitti di quell’epoca, che ci sarebbe stata, da lì a breve, l’annessione di Parma al Regno di Sardegna. Non fu così, Napoleone III lo impedì, e da lì in avanti, non era di certo possibile continuare ad usare i francobolli sardi. Per questa ragione, il governo decise la nuova emissione di una nuova serie di francobolli locali, che furono poi noti come quelli del governo provvisorio. É proprio a quest’ultima serie che appartiene il nostro francobollo.

La descrizione è quasi futile in quanto il disegno si presenta davvero elementare, dovendo essere, appunto, provvisorio. Si tratta di un semplice riquadro con i quattro angoli convessi, all’interno del quale era stampata su due righe la scritta in stampatello “STATI PARMENSI“. Al di sotto, una semplice linea divideva la parte superiore da quella inferiore, dove era annotato il valore nominale: a semicerchio la scritta “CENTESIMI” e sotto di essa la cifra, in questo caso, 80.

Rarità e valore

Quello da 80 centesimi è, ovviamente, il francobollo dal valore nominale più alto della serie e non solo, fu prodotto soltanto in 2400 esemplari. Di essi, meno di 80 ne furono venduti. Ciò significa che se nuovo è rarissimo, usato è praticamente introvabile. Soltanto 6 pezzi si conoscono in circolazione, di cui uno già affrancato su una lettera di proprietà della Bolaffi, famosa casa d’aste italiana. Si dice che il valore equivalga a 5000€ per il francobollo singolo, mentre a 21.000€ per la serie completa, specialmente se usata.