Pensione, novità shock per tutti: ad Aprile il calo è netto

Il sistema pensionistico pubblico italiano è fondamentalmente regolato dalla Riforma Dini 1, 2 e 3, con diverse modifiche alla riforma delle pensioni Fornero e alla riforma pensionistica del governo Conte nel 2020, in attesa del pensionamento di Draghi nel 2022. Riforma Gold. Nel complesso, le riforme strutturali intraprese dai governi mirano a frenare progressivamente la spesa pubblica per le pensioni, a creare sistemi pensionistici integrativi accanto ai sistemi pensionistici pubblici ea garantire una certa flessibilità all’uscita dal mondo del lavoro.

L’assicurazione sociale obbligatoria è regolata da leggi speciali e amministrata dallo Stato attraverso gli istituti di previdenza sociale (art. 38 Cost.). Le tasse finanziano il sistema pensionistico pubblico italiano. Il sistema di tutela obbligatoria previsto dal sistema previdenziale italiano si compone di due settori di riferimento:

  • uno destinato ai lavoratori dipendenti, pubblici e privati, autonomi e collaboratori, gestito dall’INPS in cui ora sono confluite anche le ex gestioni INPDAP ed ENPALS;
  • uno indirizzato alle categorie di liberi professionisti, gestito dagli enti previdenziali di diritto privato.

Novità rispetto all’anno precedente

Rispetto all’anno precedente, le pensioni erogate nel 2021 sono diminuite (-6%), con un’indennità media di 1.203 euro, leggermente inferiore alla erogazione media di 1.237 euro nel 2020. Il flusso delle pensioni erogate negli ultimi due anni, che ha coinvolto la gestione di dipendenti pubblici e privati, agricoltori diretti, artigiani e commercianti, subordinati e titolari di assegni sociali. La nuova pensione delle donne “supera” gli uomini di 5 punti percentuali, anche se in entrambi i casi il beneficio 2021 è inferiore a quello del 2020. Nella nuova pensione per il 2021 l’importo medio del beneficio è di 1.442 euro per gli uomini e di 1.014 euro per le donne. Per chi ha pagato con “l’opzione delle donne”, il 90% delle volte, ha visto meno di mille euro.

Tra i dipendenti, le pensioni ai superstiti (-10,61%) e le pensioni di invalidità (-5%) sono in forte calo, mentre oltre un terzo dei pagamenti sono stati i prepensionamenti (44% in più rispetto alle pensioni, sia nel 2020 che nel 2021). In termini di importi, dal 2021 l’indennità media mensile per le pensioni è di 864 euro, mentre le pensioni di anzianità (comprensive del diritto alla quota 100 e delle pensioni contributive di anzianità) sono di 1.944 euro, quelle sopravvissute 769 euro e quelle con disabilità 793 euro . Tra le altre tendenze rilevate dall’Osservatorio, si segnala un calo delle pensioni erogate dalle Direzioni Pubbliche (-13%), in media 2.007 euro, mentre la riduzione dei superstiti all’invalidità è stata in entrambi i casi del 20%. Le prestazioni di previdenza sociale, invece, hanno mostrato un aumento del 6% delle liquidazioni. In calo anche le pensioni dei lavoratori autonomi (814 euro in media nel 2021): -12% agricoltori diretti, -5,8% artigiani, -6% commercianti, -3,2% subordinati.