Bonus edilizi, quali rimarranno nel 2023? Ecco la risposta

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Bonus ed immobili sono due contesti che inevitabilmente hanno fatto registrare una sorta di “urgenza” vera e propria da parte del governo, in quanto il concetto di agevolazione economica, soprattutto nella funzione di ammortizzatore sociale ha trovato una grande applicazione in particolar modo in corrispondenza dell’emergenza Covid-19. Alcuni di questi hanno infatti coinvolto anche il contesto case, ad esempio nell’ottica di riqualificazione e rinnovamento ma anche per migliorare la resa energetica. Ma quali sono i Bonus edilizi che saranno mantenuti nel 2023?

Bonus edilizi, quali rimarranno nel 2023? Ecco la risposta

Si ragiona ancora nel campo delle ipotesi in quanto molto dipenderà dalle intenzioni del prossimo governo.

Sicuramente sarà mantenuto il cosiddetto Superbonus 110, misura particolarmente discussa che ha portato ad una resa più “stringente” rispetto alla formula originale. Si tratta di una forma diffusa di detrazione fiscale sui lavori di ristrutturazione, misura che è stata confermata fino al 2025 ma l’importo corrispondente dello sgravio cala con il tempo. Inoltre per alcune categorie il bonus ha una durata minore, ad esempio può essere richiesto fino al prossimo 31 dicembre 2022 (con detrazione al 110%), per gli interventi effettuati da persone fisiche sugli edifici unifamiliari, a condizione che al 30 settembre 2022 siano stati effettuati lavori per almeno il 30% dell’intervento complessivo.

In generale la detrazione viene ridotta  al 70% per le spese sostenute nel 2024 e al 65% per le spese sostenute nel 2025.

Dovrebbe essere confermato anche il bonus ristrutturazione che prevede una detrazione Irpef del 50% per spese fino ad massimo 96mila euro per interventi di riqualificazione edilizia, ossia una sorta di sconto da 48.000 euro per risistemare casa permette gli interventi di restauro, risanamento e manutenzione straordinaria di ogni singola unità immobiliare all’interno dei condomini, così come pure delle palazzine unifamiliari. Questo potrà essere richiesto fino al 2024 sotto forma di detrazione d’imposta (Irpef) da scontare in dieci anni, con dieci quote uguali.

Alternativamente è possibile usufruirne attraverso la cessione del credito o lo sconto in fattura applicato dall’impresa che esegue i lavori.

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