Libretto postale, se trovi questo sei ricco: ecco quale devi cercare

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libretto postale

Il libretto postale è una delle più comuni e diffuse tipologie di strumenti finanziari comuni nel nostro paese, molto conosciuti ma anche estremamente “antichi”, in quanto sono stati adottati addirittura nella parte finale del 19° secolo da parte di Poste Italiane, rappresentando una “primitiva” forma di libretto di risparmio a costi ridotti. Anche se è passato molto tempo, il libretto postale mantiene questa funzione ancora oggi, in pieno 21° secolo anche se è cambiato sotto altri punti di vista.

Libretto postale, se trovi questo sei ricco: ecco quale devi cercare

La forma “recente” del libretto postale infatti fa parte di una famiglia di prodotti conosciuti come Risparmio Postale, dove tra le varie forme di investimento, comei buoni fruttiferi, sussiste anche la possibilità di adottare il tradizionale Libretto postale standard, dotato di forma cartacea, e quello Smart che invece utilizza nessuna forma cartacea e funge attraverso l’app Banco Posta.

Il libretto postale ha mantenuto una forma “light” di un libretto di risparmio. Non garantisce un importante sviluppo di interessi sui soldi versati e mantenuti ma ha costi estremamente ridotti ed è molto comodo da utilizzare. E’ infatti possibile aggiungere, prelevare denaro in modo quasi immediato, semplicemente recandosi in un qualsiasi ufficio postale, ma anche aprire e chiudere senza costi il proprio libretto.

Nonostante ciò, ogni anno Poste Italiane è costretta a gestire una grande platea di libretti postali dormienti, ossia tutti quegli strumenti di risparmio con importo di almeno 100 euro, che non presentano alcuna movimentazione e non sono quindi utilizzati per oltre 10 anni. I libretti dormienti sono chiusi entro una specifica data dell’anno, che nel 2023 risulta essere il 2 aprile, per evitare la chiusura defintiva è necessario movimentare almeno una volta prima di questa scadenza il proprio libretto.

La lista di tutti i libretti “dormienti” è presente a questo indirizzo.

Quelli chiusi non possono essere più riottenuti anche se gli importi corrispondnti non sono persi, e possono ancora essere recuperati, presentando una richiesta presso il fondo CONSAP dove vengono “spostati”.

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