“Conti in banca, è allerta”: cosa sta succedendo? Attenzione

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    Il Conto in banca rappresenta uno degli “strumenti” più utilizzati e polivalenti della società moderna: hanno iniziato ad essere utilizzati in maniera importante dalla prima metà del 20° secolo, e con la diffusione delle tecnologie, sono oramai molto diversificati e piuttosto facili da ottenere e da gestire. Proprio la tecnologia rappresenta un fattore croce e delizia da ogni punto di vista, in quanto se da una parte rende la gestione dei nostri risparmi molto più agevole rispetto al passato, rappresenta un veicolo di rischi di vario tipo.

    “Conti in banca, è allerta”: cosa sta succedendo? Attenzione

    La diffusione di un servizio infatti diventa spesso veicolo di truffe di vario genere, e anche i Conti in banca rappresentano un bersaglio “goloso” da parte dei malintenzionati, che mirano in tutti i casi ad ottenere l’accesso ai dati personali degli utenti. Del resto gli istituti di credito (ma anche Poste Italiane) da anni migliorano costantemente i metodi di “difesa” dei propri sistemi, anche se non esiste un sistema di protezione efficace al 100 % per sempre.

    Questo concetto è valido sopratutto è l’utente, in modo inconsapevole, a fornire le credenziali ai malintenzionati, in molti casi dopo essere stati vittima di messaggi truffa, ossia comunicazioni sotto forma di email, messaggi SMS o simili per “mettere in allarme” l’utente con il fine di ingannarlo e ottenere i dati. Solitamente ciò avviene con la tecnica del phishing che sostanzialmente opera come detto. Le banche al giorno d’oggi provano e spesso riescono a “mettere in guardia” nel diffidare qualsiasi forma di messaggi sopratutto se “allarmistici” e molto generici (solitamente questi iniziano con un Gentile Cliente e riportano fantomatici problemi sul conto, oppure in relazione alla chiusura dello stesso).

    E’ opportuno anche notare eventuali errori grammaticali, ma cosa più importante, non bisogna MAI cliccare e selezionare eventuali link presenti nella parte bassa di questi messaggi. In tutti i casi infatti questo mette a repentaglio i nostri dati, attraverso un finto portale della banca, oppure con il download di un’app che riesce a rubare i nostri dati.

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