Conto in banca, ecco cosa rischi se superi questo limite: “attenzione”

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    Il Conto in banca viene solitamente associato al gestione dei propri risparmia ma è uno strumento piuttosto poliedrico e diffuso, e che grazie ad una tendenza alla digitalizzazione che ha “colpito” gli istituti bancari, risulta essere gestibile molto più facilmente rispetto al passato. Aprire e utilizzare un conto in banca infatti risulta estremamente intuitivo, visto che la quasi totalità delle operazioni sono effettuabili direttamente dalla propria app. Il sistema nostrano prevede tuttavia alcuni limiti e condizioni per qualsiasi forma di strumento economico analogo. Quali sono i “rischi” se si superano questi determinati limiti?

    Conto in banca, ecco cosa rischi se superi questo limite: “attenzione”

    Il limite che più facilmente viene in mente è quello legato ai contanti. E’ bene tuttavia specificare che non esistono soglie di alcun tipo per quanto riguarda il denaro che è possibile tenere sul proprio conto, idem per quanto riguarda per gli importi legati ai bonifici che si ricevono ed effettuano.

    Un primo limite “scatta” a fronte di bonifici in entrata che arrivano dai paesi al di fuori dell’area SEPA: secondo le ultime disposizioni europee infatti ogni transazione in entrata che proviene dai paesi extra europei oltre i 15 mila euro deve essere fornita di causale e dichiarazione scritta presso la banca che ne attesti l’origine. In caso contrario sono previsti ulteriori controlli, multe di importo variabile se l’Agenzia delle Entrate attesta la presenza di riciclaggio di denaro “sporco”, fino al possibile “congelamento” del conto.

    Il limite sui prelievi invece è piuttosto generalmente calcolato su base mensile. Non ci sono rischi particolari per prelievi mensili di importo inferiore a 10 mila euro al mese.

    In ultimo, è bene ricordare la presenza dell’imposta di bollo che si applica su qualsiasi tipo di conto, libretto o strumento analogo a fronte di una giacenza media pari o superiore a 5000 euro. Si tratta di una “tassa” che viene scalata in automatico, generalmente una volta all’anno pari 34,20 euro per le persone fisiche e 100 euro per le imprese, le aziende e i titolari di partita IVA (esclusi quelli che fanno parte del regime forfettario).

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